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venerdì 17 ottobre 2008

Chinese Democracy.....


Rilascio in ESCLUSIVA per voi utenti e tutti i visitatori il nuovo e ultimo album dei Guns 'N' Roses.......scaricate e commentate......ecco a voi........



Guns 'N' Roses - Chinese Democracy

mercoledì 15 ottobre 2008

Devo dire che non dobbiamo molto affezzionarci a Travian!!!

Sono capitato per caso su questo video di you tube e devo dire che mi ha colpito molto...forze devo giocare meno a travian!!


martedì 14 ottobre 2008

Metallica World Magnetic Tour

Metallica:
World Magnetic Tour
I Metallica tornano nel nostro paese per due imperdibili appuntamenti a Milano e Roma!!!
INFO:
L'attesissimo nuovo album dei Metallica, 'Death Magnetic', è andato al numero 1 nelle classifiche di vendita direttamente la prima settimana in oltre 25 paesi in tutto il mondo. Tra le nazioni che hanno tributato il giusto successo ai Four Horsemen c'è anche l'Italia: 'Death Magnetic' ha raggiunto il numero 1 anche nel nostro paese! In seguito a questo straordinario successo, i Metallica hanno deciso di includere ben due shows italiani nel prossimo 'World Magnetic Tour 2009'. Lo show sarà caratterizzato dalla mitica produzione circolare. Il palco sarà infatti posto al centro dell'arena e lo show sarà fruibile da tutti gli spettatori a 360° !Le date: 22 giugno Assago (Mi), DatchForum 24 giugno Roma, Palalottomatica


TicketOne......Per i Biglietti e molto altro!!!!

venerdì 10 ottobre 2008

AC/DC - Black Ice 2008


In Esclusiva rilascio il nuovo album degli AC/DC in torrent....a 10 giorni dall'uscita in tutta italia!!!Scaricate...ma soprattutto commentate...........




Miglior Tracker Italiano:

sabato 4 ottobre 2008

Clickjacking, tutti i browser vulnerabili

Nei giorni scorsi è stata scoperta una vulnerabilità che riguarda tutti i browser web e che potrebbe creare seri problemi a tutti gli internauti nei prossimi mesi. Questa vulnerabilità è stata battezzata "clickjacking", cioè "scippo dei click". Sono stati due ricercatori americani, Robert Hansen e Jeremiah Grossman, a scoprire il clickjacking durante l'estate ma questa vulnerabilità è stata portata alla ribalta della cronaca solo il 25 settembre da un giornalista di ZDNet, Ryan Naraine. L'articolo originale è reperibile qui: Clickjacking: Researchers raise alert for scary new cross-browser exploit.Cos'è il clickjacking e come funzionaIl clickjacking consiste nel "catturare" (con l'inganno) il click del mouse e redirigerlo su un oggetto diverso da quello che l'utente intendeva cliccare. Ad esempio: l'utente fa click su un link per accedere ad una pagina web e questa sua azione viene rediretta a sua insaputa su un pulsante per attivare una certa azione. In questo modo è possibile costringere l'utente a fare quasi qualunque cosa all'interno di una pagina web. Come si può capire, si tratta di una vulnerabilità potenzialmente molto pericolosa.Dietro le quinte, questo meccanismo di redirezione può essere implementato in almeno due modi diversi: via Javascript oppure usando un "inner frame"(IFRAME) nascosto.

La tecnica basata su Javascript è molto semplice. Il click dell'utente su un elemento di una pagina HTML, infatti, non svolge nessuna azione in sé. Si limita solo a generare un apposito evento all'interno della pagina. L'evento, a sua volta, viene ricevuto e gestito da una apposita funzione Javascript, nota come event handler (in questo caso "onclick()"), che viene scritta dal programmatore. Per emulare il click del mouse è quindi sufficiente invocare questo event handler direttamente, con una riga di codice Javascript come questa:
button1.onclick="myEventHandler()" # Questo definisce l'event handler da usarsi quando viene premuto il pulsante button1myEventHandler() # Questo invoca direttamente l'event handler, come se fosse stato premuto il pulsanteDato che l'event handler viene invocato dal codice, è possibile passargli i parametri che si desidera.In questo modo si può far risultare che il click del mouse provenisse da un elemento diverso da quello clickato dall'utente. Questa tecnica è esplicitamente prevista dagli standard del settore (HTML e JavaScript) ed è ampiamente utilizzata dai progettisti di siti web (a fini legittimi). Questa tecnica viene addirittura descritta nel Capitolo 14 di "The complete idiot's guide to Javascript". Proprio per questa sua natura standard, ed altamente prevedibile, non è però questa la tecnica che preoccupa gli specialisti di sicurezza.La tecnica incriminata è quella basata sul tag IFRAME. Questa tecnica consiste nel nascondere un inner frame (una "cornice interna") all'interno della pagina web e fare in modo che i click effettuati sulla pagina finiscano, in realtà per "colpire" gli elementi di questo inner frame. In pratica è come mettere un foglio di carta trasparente sopra alla pagina e fare in modo che l'utente scriva su di esso invece che sulla pagina visibile. In questo modo si possono catturare i click dell'utente esattamente come si potrebbe catturare la sua firma nel mondo "reale".I dettagli di questa tecnica non sono ancora del tutto chiari perché Adobe (la software house che produce "Flash" e "Reader") ha chiesto che vengano tenuti nascosti ancora per qualche giorno per darle il tempo di eliminare una vulnerabilità, collegata a questa, che interessa uno dei suoi prodotti. Tuttavia, è già evidente che non basta disabilitare l'interprete Javascript per rendersi immuni a questo tipo di attacco. Come minimo, è necessario disabilitare anche le funzionalità relative a IFRAME (nei browser che permettono di farlo).Quali browser ne sono affettiTutti. Questa vulnerabilità deriva dal modo in cui è strutturato e gestito il tag IFRAME e dal modo in cui è stata progettata una parte degli standard del World Wide Web (HTML, Javascript, etc.). Di conseguenza, questo problema riguarda tutti i browser correntemente in uso.Solo i browser molto, molto vecchi (Internet Explorer fino alla Release 4.0 esclusa, Netscape Navigator fino alla Release 4.0 esclusa etc.) ed i browser "solo testo", come Lynx e Links, ne sono immuni. La loro immunità è dovuta al fatto che non supportano le funzionalità necessarie per sfruttare questa vulnerabilità.Cosa si rischiaDiciamo subito che NON si rischia di vedersi svuotare il conto corrente da un "hacker" (o, più esattamente, un "intruder" od un "cracker") che passa attraverso il nostro sistema di Home Banking. I siti che trattano denaro, come quelli delle banche, sono protetti in vari modi anche contro questo genere di truffe. Ad esempio, vengono sempre richieste password e codici di verifica prima di eseguire qualunque operazione finanziaria.NON si rischia nemmeno di ordinare involontariamente due camion di sabbia del Sahara visitando eBay. Anche i siti di commercio elettronico, come Amazon.com ed eBay.com, non sono interessati da questo problema.Quello che si rischia è che, visitando il sito web di un "furbacchione", questo furbacchione usi i nostri click per iscriverci a nostra insaputa alla sua newsletter (violando l'attuale legge sulla privacy). Un'altra possibilità è che il furbacchione usi i nostri click per guadagnare abusivamente un po' di soldi dai suoi banner pubblicitari (AdSense e simili). Questi banner, infatti, producono un piccolo reddito che dipende dal numero di volte che vengono clickati.Purtroppo, però, questi sono solo gli usi che riusciamo ad immaginare ora. Non è possibile sapere cosa si inventeranno gli "hacker" in futuro. Come abbiamo già detto, usando questa tecnica si può costringere l'utente a fare praticamente qualunque cosa all'interno di una pagina web. Il fatto che le sue azioni sulla pagina rappresentino o meno un rischio nella vita reale dipende dal contesto. In molti casi, saranno azioni prive di conseguenze ma in altre potrebbero essere azioni rischiose per l'utente o per altre persone. Di conseguenza, bisogna stare in guardia.Come si fronteggia la minacciaDato che si tratta di un "bug" nella progettazione stessa di alcuni standard del World Wide Web non c'è una soluzione semplice e definitiva. Non potrà esserci una soluzione di questo tipo ("plug&play") nemmeno nel prossimo futuro. In particolare, non sarà possibile rilasciare una "patch" che risolva il problema. Sarà necessario ridiscutere il modo in cui vengono gestite le azioni dell'utente (i suoi click) da parte dei browser, implementare queste nuove "semantiche" e rilasciare delle nuove versioni dei browser. Questo richiederà tempo (qualche settimana o qualche mese).Nel frattempo, si possono limitare i rischi disabilitando l'interprete Javascript del browser e disabilitando la gestione del tag IFRAME. Se utilizzate Mozilla Firefox, ad esempio, potete installare il plug-in NoScript di Giorgio Maone. Dalla pagina delle "preferenze" di questo plug-in, impostate a true l'opzione "forbid IFRAME" ("proibisci IFRAME").Purtroppo, però, non tutti i browser permettono di definire con questa precisione cosa il browser può fare e cosa non può fare. Se il vostro browser abituale non permette di disabilitare il tag IFRAME e di disabilitare Javascript, sarebbe meglio che lo sostituiste con Firefox, almeno per qualche tempo.In generale, poi, è opportuno non indulgere in attività "interattive" su siti sconosciuti. Ad esempio, è meglio evitare i giochi online realizzati con Adobe Flash per qualche tempo. La grande quantità di click che si generano giocando con questi piccoli videogame, infatti, potrebbe essere rediretta ad altri elementi della pagina e riutilizzata per scopi illeciti.Altre informazioniAi "tecnici" consiglio vivamente di leggere i seguenti articoli.Clickjacking(Cancelled) / Clickjacking OSWAP AppeSec TalkNot Clickjacking (Almost Certainly)Lezioni appreseSe seguite Punto Informatico da un po' di tempo, sapete che durante l'estate è stata scoperta una vulnerabilità che riguardava niente meno che i DNS di Internet ("DNS Bacati. Internet a Rischio"). Anche in quel caso si è trattato di un "bug" nella progettazione del protocollo standard, non di un bug nella implementazione di questa o quella software house. Si trattava, come in questo caso, di un problema che affliggeva tutti i DNS esistenti e che ha richiesto una ridefinizione del meccanismo standard, a cui è seguito il rilascio di nuove versioni dei programmi.Quello che sta diventando sempre più evidente è che la struttura stessa di Internet, progettata per un mondo in cui c'erano pochissimi utenti ed in cui la sicurezza non era un problema, non è più all'altezza della situazione.Questo non vuol dire che si debba "blindare" Internet, rendendo possibile l'accesso solo a chi dispone di una apposita "carta d'identità digitale" e limitando le sue azioni ad un insieme predefinito di azioni "sicure". Vuol solo dire che sarà necessario riprogettare e reimplementare alcuni aspetti cruciali di Internet per renderla compatibile con la situazione attuale.Nel frattempo, bisognerà tenersi informati e ragionare prima di fare qualunque cosa. Ma questo, d'altra parte, è ciò che è necessario fare sempre nella vita, anche quando si guida l'automobile o quando si usa un macchinario di qualunque tipo per ragioni di lavoro.

P2P, diminuisce il traffico complessivo

La quantità di contenuti scambiati sulle reti del peer-to-peer sta diminuendo dopo anni di crescita pressoché inarrestabile. È quanto sostiene Ipoque, società tedesca specializzata in tecnologie di deep packet inspection che in un nuovo studio in via di finalizzazione avrebbe individuato un cambiamento nelle pratiche dei downloader.Che RIAA e l'industria stiano vincendo la guerra del copyright citando in tribunale migliaia di utenti e usando il pugno duro contro la "pirateria" telematica? Tutt'altro, dice Ipoque, si va passando dal P2P a canali e modalità alternative di fruizione di contenuti, nella fattispecie i download da link diretti (DDL, come li definisce la società), e l'affermarsi dello streaming basato su Flash.Una sorta di ritorno al passato insomma, un parziale abbandono della tecnologia di scambio da pari a pari, generalmente decentralizzata, per tornare ai cari, vecchi server monolitici su cui uno pubblica e tutti scaricano. I numeri di iPoque evidenziano che i download di tipo DDL siano attualmente responsabili del 30% del traffico complessivo su tutti i "protocolli standard" come HTTP o FTP.

PlayStation 4, chi sarà costei?


La PlayStation 3, costata a Sony così tanti sforzi e investimenti, rimarrà probabilmente sul mercato per altri 10 anni, ma in questo arco di tempo debutterà sul mercato la Play di quarta generazione, una console di cui sono emerse di recente le prime indiscrezioni. Indiscrezioni, va detto subito, da prendere con una buona dose di prudenza.Secondo il sito giapponese PC Watch, che ha dedicato a PlayStation 4 un lungo articolo (qui tradotto con Google Translator) ricco di considerazioni tecniche ed economiche, la futura PlayStation utilizzerà un processore Cell più veloce (con clock superiore agli attuali 3,2 GHz) e più piccolo, molto probabilmente costruito con una tecnologia di processo a 45 nanometri (contro i 90 nm dell'attuale chip). Se così sarà, il Cell della PS4 occuperà una superficie dimezzata rispetto alla versione attuale - 115 mmq contro 235 mmq - ed i suoi costi di produzione saranno nettamente inferiori.Se si dà credito alle indiscrezioni, la nuova CPU potrebbe integrare 32 core, contro gli attuali 8, e consumare una frazione dell'energia assorbita dall'odierna generazione di Cell. Come ben noto, i "cavalli" erogati da una console da gioco non dipendono solo alla CPU, ma anche e soprattutto dal chipset grafico: per quanto se ne sa, quest'ultimo potrebbe beneficiare di un salto evolutivo persino più drastico e importante rispetto a quello di Cell.
PC Watch sostiene che lo sviluppo della nuova versione di Cell potrebbe richiedere a Sony dai 3 ai 4 anni: ciò significa che se il colosso giapponese vorrà lanciare la PS4 in concomitanza con la prossima Xbox, prevista per il 2011, non potrà prendersi pause di riflessione.Sebbene PS4 conterrà un processore aggiornato, e potrà avvantaggiarsi di numerose migliorie tecniche, l'architettura di base dovrebbe rimanere essenzialmente la stessa: ciò consentirà a Sony di ridurre notevolmente i costi di progettazione e, di conseguenza, il prezzo finale della propria console: prezzo che oggi, come risaputo, supera quello della sua più diretta concorrente, Xbox 360.A dimostrazione di come Sony sia decisa a rendere il prezzo della prossima PlayStation più concorrenziale, la PS4 potrebbe abbandonare le costose memorie XDR di Rambus per adottare le più classiche ed economiche DDR3. Stando agli esperti, le performance non dovrebbero risentirne più di tanto, soprattutto se Sony integrerà i chip DRAM direttamente sul die del processore, riducendo così le latenze.Toshiba mostra la Cell TVIl processore Cell, si sa, non è soltanto il cuore della PS3, ma anche quello di workstation, server e, a partire dal prossimo anno, di una nuova generazione di set-top box per l'alta definizione. Fra le prime vi sarà Cell TV, un televisore che Toshiba ha presentato per la prima volta al pubblico questa settimana, in occasione della mostra CEATEC Japan 2008, mostrando la sua capacità di gestire e riprodurre video HD provenienti da varie fonti, quali decoder integrati, Internet, hard disk, chiavette USB ecc. Ma a che può servire un potente processore Cell ad un televisore? Per esempio a riprodurre simultaneamente dal disco interno 48 flussi video, e visualizzandoli in tante finestre affiancate l'una all'altra. Il televisore hi-tech di Toshiba è anche in grado di riprodurre contemporaneamente fino a 48 differenti spezzoni dello stesso film, facilitando in questo modo la ricerca di una determinata scena.Grazie ai suoi 8 decoder integrati, Cell TV è infine capace di gestire e visualizzare 8 programmi TV contemporaneamente: questa caratteristica viene sfruttata anche per velocizzare lo zapping tra canali attigui.Cell TV arriverà nei negozi giapponesi nell'autunno del prossimo anno.La prossima Wii nel 2011?Tornando a parlare di console da gioco, alcune fonti sostengono che la Wii di prossima generazione potrebbe debuttare sul mercato nel 2011: questo, come si è citato in precedenza, è anche l'anno in cui è previsto l'arrivo della futura Xbox.Secondo le indiscrezioni riportate dal sito What TheyPlay, la nuova Wii non sarà un semplice aggiornamento della versione originale, ma una console riprogettata da zero e capace (finalmente) di riprodurre il video in alta definizione (per questa ragione alcuni l'hanno già battezzata Wii HD), scaricare giochi e altri contenuti da Internet, e migliorare ulteriormente i controller wireless della console. Nonostante queste novità, la futura Wii dovrebbe mantenere le caratteristiche chiave che ne hanno decretato il successo: controller WiiMote (seppure di nuova generazione), estrema semplicità d'uso, design compatto e compatibilità con i giochi preesistenti.