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mercoledì 16 settembre 2009

Kiosk of Piracy: il ritorno di The Pirate Bay?

 

Kiosk of Piracy

Le vicende legali e le vicissitudini relative alla vendita del sito The Pirate Bay sono ormai note a tutti. Quello che era uno di più grandi siti di indicizzazione dei file torrent sarà adesso usato per altri scopi, lasciando un po' disorientati i moltissimi fan.Il problema è anche quello di sapere che fine faranno tutti i file catalogati dal sito: un dubbio che alcuni appassionati, decisi a non perdere un simile patrimonio, hanno pensato bene di sciogliere, consentendo a The Pirate Bay, o quantomeno a quel che resta dello spirito su cui era fondato, di continuare a sopravvivere.Il risultato di questa iniziativa è Kiosk of Piracy, un progetto che mira a ricostruire un servizio analogo a The Pirate Bay contenente parte del materiale proveniente da questo. Kiosk of Piracy tuttavia non sarà un sito disponibile in Internet, esso sarà disponibile solo sui PC che saranno connessi in una rete Wi-Fi dedicata.La rete sarà pubblica, quindi in teoria Kiosk of Piracy sarà a disposizione di tutti, non fosse che, per problemi meramente tecnici e dovuti alla struttura stessa della rete, esso sarà disponibile in un'area notevolmente ridotta.L'area in cui il "chiosco della pirateria" è attivo è infatti la città di Weimar, solo in una zona di questa città sarà possibile per gli utenti collegarsi alla rete Wi-Fi che ospita il sito e poter continuare lo scambio di materiale con gli altri membri.Secondo quanto detto dai fondatori di Kiosk of Piracy, questo limite dimostra come il filo conduttore che teneva attivo The Pirate Bay non era certo strettamente legato a Internet, né era legato ad un semplice sito o ad un server fisico. Ciò che si vuole sottolineare quindi è che questo metodo di condivisione è più un rapporto intangibile tra individui che, a loro dire, nessuna censura al mondo può distruggere.

HD Vs. Old Games

Con il passare del tempo, il mondo videogames ha fatto passi da gigante nello sviluppo dei propi giochi, ed ogni casa costruttrice si è tenuta sempre aggiornata sullo sviluppo dell'HD, un marcia in più per il futuro, la quale permette di avere una risoluzione di gioco talmente alta da far fondere insieme realtà e virtualità.
Tutti i giochi Usciti ultimamente, richiedono requisiti che non tutti i pc possono permettersi e quindi può accadere che un ragazzo acquista un dvd o cd che a requisiti superiori alle capacità del propio computer.
Ovviamente non tutti hanno una conoscenza del pc come certe persone, e quindi sbagliano facilmente nell'acquisto di nuovi giochi, che poi sono costretti a rivendere con difficoltà.
Questa piccola introduzione serve a mettere a confronto, la differenza tra i giochi di una volta e quelli di oggi, a chi non tornerebbe la voglia di giocare al vecchio Theme Hospital? o Caesar III?
Bè propio oggi mi sono imbattuto in questi 2 giochi, che mi hanno ricordato i vecchi tempi, simpatici, costruttivi, per tutte le età, tutte qualità che oggi vanno scelte con cautela per non imbattersi nell'acquisto di giochi per 18enni da parte di bambini di 9 anni.
I giochi degli ultimi tempi non potranno mai raggiungere i livelli di questi due giochi, che anche se antiquati, hanno fatto la storia, hanno fatto crescere più di una generazione, ci hanno fatto divertire, ridere e soprattutto ci hanno accompagnato in tutti i nostri giorni, anche adesso.
In onore di questo POST, voglio riproporre il download (.torrent) di questi due giochi con le rispettive schede tecniche, tutti e due in Italiano funzionanti Anche su Xp e addirittura su Vista......

Un Grande Ringraziamento va a Cosimo, che mi ha fatto conoscere questi due giochi..e che mi ha salvato in extremis a tutti i compiti di matematica, inglese e chimica.........











Mafia II, sarà piratato come Mafia I????

Sviluppato da Illusion Softworks, Mafia II è un gioco d'azione che ci riporta negli ambienti della malavita organizzata.Mafia 2 proseguirà nel solco segnato dal primo capitolo, con una tipica azione in stile Grand Theft Auto, articolata tra fasi di gameplay a bordo di mezzi e altre a piedi, ambientata in uno scenario americano degli anni 40-50, con una trama spettacolare e personaggi profondi oltre ad un gameplay insuperabile.
Dopo la grande diffusione di mafia su tutte le reti P2P, i fan della saga si sono chiesti se il seguito di questo capitolo, ovvero mafia II sara disponbile subito sui tracker più famosi della rete......
Vedremo la retta via che prenderà questa storia dopo l'uscita ufficiale in italia prevista per il 26 febbraio 2010.
Il gioco è già disponibile per la prenotazione sul sito gamestart.it


Intanto ecco il trailer ufficiale in italiano.........






martedì 15 settembre 2009

Chi spaventa Don't Copy That 2?

Molto criticata dagli addetti ai lavori la nuova campagna contro la
pirateria del software in quanto obsoleta ed in alcuni punti
offensiva
che certamente non riuscirà nel suo scopo ossia dissuadere i giovani
dei campus dalla pirateria.
Anzi in base ad un sondaggio ai giovani, dopo averla vista viene
voglia di piratare qualsiasi cosa per dispetto.
Oltretutto non si capisce perché l?uso del rap nel 2009.
Giustamente come dicono in molti è come se si volesse invitare a non
piratare i giochi e si scegliesse Doom del 1993.
Infatti, Don't Copy That 2 è il seguito di Don't Copy That floppy
del 1992.
Anche le immagini che dovrebbero far riflettere sui rischi, una madre
in bigodini portata via e un giovane uomo minacciato da grandi
detenuti neri armati di manici di scopa in una prigione federale,
sono
reali come le favole per il popolo di internet abituato sempre a news
fresche.
I giovani già sanno che violare il diritto d?autore è un reato ma
lo fanno lo stesso, hanno bisogno di campagne più coinvolgenti e
moderne come quelle sui rischi del fumo.

“090909″, la distribuzione cinematografica “effimera” sulle reti P2P

Dura 9 ore, 9 minuti e 9 secondi. E’ “090909“, opera cinematografica sperimentale realizzata dall’artista svedese Anders Weberg. Disponibile unicamente sulle reti P2P. E messo in condivisione dal regista stesso (il 9 settembre scorso) unicamente per il primo download. Terminato il quale è stato tolto dalla condivisione e cancellato dal suo autore. A questo punto sono stati gli utenti P2P stessi a decidere di garantire la sopravvivenza o meno dell’opera stessa, condividendola a sua volta con altri utenti.

Il principio alla base di tutto ciò è che “l’originale non esiste”, secondo i dettami della cosiddetta P2P Art. Lo stesso artista la definisce “estetica dell’effimero”.

Fonte: GeekFiles

lunedì 14 settembre 2009

Usa, si dichiara colpevole hacker in caso furto carte di credito

Un pirata informatico 28enne si è dichiarato colpevole oggi di alcuni dei maggiori furti d'identità mai avvenuti, e ora il giudice federale che lo processa sta pensando a come risarcire i milioni di persone sue vittime.

Già il mese scorso, secondo le carte processuali, era chiaro che Albert Gonzalez, di Miami, avrebbe riconosciuto la propria colpevolezza di fronte alle accuse federali che pendevano su di lui in Massachusetts e a New York. Secondo gli investigatori, il 28enne avrebbe guidato una banda mondiale responsabile del furto dei numeri di 40 milioni di carte di credito e di bancomat da importanti catene commerciali.
Gonzalez è accusato di reati simili anche in New Jersey.
Nella sua prima apparizione in pubblico dopo l'accordo con la pubblica accusa sulla propria dichiarazione di colpevolezza, Gonzalez è apparso molto più dimesso di un anno fa, subito dopo il suo arresto.
Nel frattempo si è fatto tagliare i capelli, e oggi è rimasto seduto al tavolo vicino all'avvocato vestito con la divisa carceraria, e ha risposto con brevi frasi alle domande del giudice.
Gonzales rischia fino a 25 anni in prigione, secondo l'accordo con la procura. Il giudice ha fissato una data per l'emissione della sentenza a dicembre, ma prima intende verificare in che modo le autorità intendono risarcire le vittime, tra cui i negozianti, le banche che hanno emesso le carte e i clienti.
Le autorità hanno sequestrato a Gonzales soldi in contanti, computer, un condominio e una pistola, per un valore complessivo di 1,6 milioni di dollari, ma i suoi difensori e l'accusa hanno convenuto che tale patrimonio sarebbe "modesto" rispetto ai danni che il giovane ha provocato.

Fonte: http://www.it.notizie.yahoo.com

Partito Pirata: il programma europeo

Dal fondatore e leader del primo Partito Pirata in circolazione, quello svedese, ci si aspetterebbe un assalto al diritto d'autore e all'establishment dei detentori dei diritti con il proverbiale coltello tra i denti. Eppure, ascoltando e osservando Rick Falkvinge durante uno delle sue prime uscite pubbliche dopo l'elezione al seggio europeo, si ha l'impressione di essere al cospetto di un oratore di buon livello e di un politico lucido: che fa delle proposte ragionevoli, condivisibili, apprezzabili. Ma che, fermandosi a riflettere un attimo, sono potenzialmente dirompenti in un contesto come quello della UE dove sono in discussione il Pacchetto Telecom e la dottrina Sarkozy.
Certo, l'occasione nella quale il discorso di Falkvinge si tiene aiuta senz'altro: il primo congresso della neonata associazione Agorà Digitale, tenutosi a Salerno a margine di una settimana di lavori del Partito Radicale, e che proprio negli esponenti del partito il cui leader è Marco Cappato ha trovato fondatori e primi sostenitori. Una platea ben disposta ad ascoltare e raccogliere suggerimenti, mutuare l'esperienza del Partito Pirata in Svezia: che alle ultime elezioni si è preso la soddisfazione di divenire la terza forza politica del paese, superando organizzazioni sulla piazza da molti anni e con un apparato associativo di gran lunga più capillare e in teoria radicato di quello dei seguaci dei bucanieri.

Falkvinge, in ogni caso, non è tipo da nascondersi dietro un dito: ammette candidamente che senza la vicenda The Pirate Bay, senza il raid del 2006 e il processo del 2009, forse il suo partito non sarebbe dove si trova adesso. Ma, allo stesso tempo, è pronto a rivendicare il suo seggio al Parlamento Europeo con alcune proposte (concrete o meno si vedrà) che ovviamente riguardano i temi caldi della sua campagna elettorale e che molto cari risultano agli abitanti della Rete: anonimato, copyright, equo compenso e, dulcis in fundo, ACTA.

Il leader del Partito Pirata, come detto, è un abile parlatore: si esprime con calma e snocciola fatti e date, costruisce con attenzione le sue tesi. Ricorda la nascita del Copyright nel 1557, nel Regno Unito, e le ragioni storiche che spinsero le gerarchie ecclesiastiche a volere questa misura di controllo sul nuovo mezzo di diffusione del sapere; rammenta cosa accadde negli anni '60 e '70 con le prime radio pirata, che dalle acque extra-territoriali rompevano il "monopolio", così lo chiama, del governo su questo mezzo; conclude citando la rivoluzione delle TV commerciali degli anni '80, e di come in Svezia a lungo i decoder satellitari siano rimasti fuorilegge a causa del ritardo con cui lo stato ha provveduto a riformare le leggi in merito.
Tutto per arrivare a un punto: il copyright, il diritto d'autore, gli interessi delle major del disco e della celluloide, secondo Falkvinge non sono altro che il pretesto che i governi di tutto il mondo hanno adottato per tentare di mettere sotto controllo il nuovo strumento principe di diffusione delle informazioni. Internet: che è anonimo, che è democratico e incontrollabile, dove tutti possono avere la propria opinione e dove chiunque può verificare fatti, dati, avvenimenti, smentire ricostruzioni mendaci e bugie elettorali.

Dopo l'affondo, Falkvinge stempera l'aggressività: il suo Partito Pirata, e non potrebbe essere altrimenti visto che concorre a cariche parlamentari, non è l'ultima organizzazione anarchica eversiva. È piuttosto "la nuova generazione delle associazioni per i diritti civili": una struttura orizzontale che tenta di rispondere alle esigenze nuove di chi è cittadino anche online, riportando sulla Rete tutti i diritti acquisiti e incontestati di cui già chiunque gode nei paesi occidentali quando si parla di "vita reale".
"I governi occidentali criticavano la Cina per la censura su Internet - incalza il leader svedese - Ora emulano il governo cinese, in silenzio: aumentano le intercettazioni, anche internazionali, e di pari passo aumenta la data retention: in Germania, la metà dei cittadini ha smesso di telefonare a psicologi e altri servizi di assistenza per il timore che il governo possa tenere traccia di queste chiamate". C'è bisogno di adottare subito delle contromisure - citate ovviamente cifratura, anonimizzazione di ogni tipo (concetti per altro già sostenuti in passato in Italia da altre associazioni) - ma ci sono anche altre iniziative che vanno intraprese per tentare di tener testa ad un sistema di controllo draconiano dei cittadini.
"I governi pensano - aggiunge ancora - che Internet sia un gioco da togliere ad un bambino quando è stato cattivo: non credono che Internet sia una cosa reale, tangibile". Al web vengono applicate regole diverse e, per certi versi secondo Falkvinge, incomprensibili: la posta è inviolabile se spedita con busta e francobollo, ma facilmente intercettata quando è composta di bit. Le biblioteche pubbliche prestano titoli coperti dal diritto d'autore a titolo gratuito da 150 anni: lo stesso deve poter avvenire, per uso privato, anche online. Gli intermediari non sono responsabili di quanto trasportano: dall'epoca dell'Impero Romano "ambasciator non porta pena", e questo deve rimanere valido offline (dove corrieri e uffici postali non sono responsabili di quanto viene spedito) quanto online.
Il Partito Pirata, a partire da oggi con le prime sedute del nuovo Parlamento Europeo, cercherà di portare all'attenzione dell'agenda politica queste problematiche: punibilità per violazione del copyright solo se fatto per scopi commerciali (equivalente, secondo Falkvinge, alla legalizzazione del file sharing per i privati); limite di cinque anni alla durata del diritto d'autore; riconoscimento del diritto di remix, mashup e riutilizzo creativo dei contenuti; riconoscimento della paternità delle opere, per evitare il plagio. Infine, la rivisitazione del principio dell'equo compenso e contrasto alla cosiddetta broadband tax: chi verrebbe compensato per il traffico generato online, scherza Falkvinge, i detentori dei diritti sulla musica e i film, o i produttori di materiale pornografico che da tempo producono introiti in Rete?
L'intervento di Falkvinge si chiude con una risposta diplomatica al guru del software libero Richard Stallman, che aveva contestato l'ipotesi di una limitazione a cinque anni del diritto d'autore temendo che pezzi di codice libero potessero finire all'interno di software proprietario. Falkvinge liquida l'ipotesi di un archivio di stato del codice sorgente, e pone l'accento sul discorso competitività: "Se un software closed source ha bisogno di integrare pezzi di free software vecchio di cinque anni, superando in questo modo il suo omologo libero, ci sarebbe comunque un problema". E poi, da politico d'esperienza, ringrazia Stallman e lo invita a continuare nel suo lavoro che tanta importanza riveste per la comunità.

Fonte: Punto Informatico