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lunedì 14 settembre 2009

Usa, si dichiara colpevole hacker in caso furto carte di credito

Un pirata informatico 28enne si è dichiarato colpevole oggi di alcuni dei maggiori furti d'identità mai avvenuti, e ora il giudice federale che lo processa sta pensando a come risarcire i milioni di persone sue vittime.

Già il mese scorso, secondo le carte processuali, era chiaro che Albert Gonzalez, di Miami, avrebbe riconosciuto la propria colpevolezza di fronte alle accuse federali che pendevano su di lui in Massachusetts e a New York. Secondo gli investigatori, il 28enne avrebbe guidato una banda mondiale responsabile del furto dei numeri di 40 milioni di carte di credito e di bancomat da importanti catene commerciali.
Gonzalez è accusato di reati simili anche in New Jersey.
Nella sua prima apparizione in pubblico dopo l'accordo con la pubblica accusa sulla propria dichiarazione di colpevolezza, Gonzalez è apparso molto più dimesso di un anno fa, subito dopo il suo arresto.
Nel frattempo si è fatto tagliare i capelli, e oggi è rimasto seduto al tavolo vicino all'avvocato vestito con la divisa carceraria, e ha risposto con brevi frasi alle domande del giudice.
Gonzales rischia fino a 25 anni in prigione, secondo l'accordo con la procura. Il giudice ha fissato una data per l'emissione della sentenza a dicembre, ma prima intende verificare in che modo le autorità intendono risarcire le vittime, tra cui i negozianti, le banche che hanno emesso le carte e i clienti.
Le autorità hanno sequestrato a Gonzales soldi in contanti, computer, un condominio e una pistola, per un valore complessivo di 1,6 milioni di dollari, ma i suoi difensori e l'accusa hanno convenuto che tale patrimonio sarebbe "modesto" rispetto ai danni che il giovane ha provocato.

Fonte: http://www.it.notizie.yahoo.com

Partito Pirata: il programma europeo

Dal fondatore e leader del primo Partito Pirata in circolazione, quello svedese, ci si aspetterebbe un assalto al diritto d'autore e all'establishment dei detentori dei diritti con il proverbiale coltello tra i denti. Eppure, ascoltando e osservando Rick Falkvinge durante uno delle sue prime uscite pubbliche dopo l'elezione al seggio europeo, si ha l'impressione di essere al cospetto di un oratore di buon livello e di un politico lucido: che fa delle proposte ragionevoli, condivisibili, apprezzabili. Ma che, fermandosi a riflettere un attimo, sono potenzialmente dirompenti in un contesto come quello della UE dove sono in discussione il Pacchetto Telecom e la dottrina Sarkozy.
Certo, l'occasione nella quale il discorso di Falkvinge si tiene aiuta senz'altro: il primo congresso della neonata associazione Agorà Digitale, tenutosi a Salerno a margine di una settimana di lavori del Partito Radicale, e che proprio negli esponenti del partito il cui leader è Marco Cappato ha trovato fondatori e primi sostenitori. Una platea ben disposta ad ascoltare e raccogliere suggerimenti, mutuare l'esperienza del Partito Pirata in Svezia: che alle ultime elezioni si è preso la soddisfazione di divenire la terza forza politica del paese, superando organizzazioni sulla piazza da molti anni e con un apparato associativo di gran lunga più capillare e in teoria radicato di quello dei seguaci dei bucanieri.

Falkvinge, in ogni caso, non è tipo da nascondersi dietro un dito: ammette candidamente che senza la vicenda The Pirate Bay, senza il raid del 2006 e il processo del 2009, forse il suo partito non sarebbe dove si trova adesso. Ma, allo stesso tempo, è pronto a rivendicare il suo seggio al Parlamento Europeo con alcune proposte (concrete o meno si vedrà) che ovviamente riguardano i temi caldi della sua campagna elettorale e che molto cari risultano agli abitanti della Rete: anonimato, copyright, equo compenso e, dulcis in fundo, ACTA.

Il leader del Partito Pirata, come detto, è un abile parlatore: si esprime con calma e snocciola fatti e date, costruisce con attenzione le sue tesi. Ricorda la nascita del Copyright nel 1557, nel Regno Unito, e le ragioni storiche che spinsero le gerarchie ecclesiastiche a volere questa misura di controllo sul nuovo mezzo di diffusione del sapere; rammenta cosa accadde negli anni '60 e '70 con le prime radio pirata, che dalle acque extra-territoriali rompevano il "monopolio", così lo chiama, del governo su questo mezzo; conclude citando la rivoluzione delle TV commerciali degli anni '80, e di come in Svezia a lungo i decoder satellitari siano rimasti fuorilegge a causa del ritardo con cui lo stato ha provveduto a riformare le leggi in merito.
Tutto per arrivare a un punto: il copyright, il diritto d'autore, gli interessi delle major del disco e della celluloide, secondo Falkvinge non sono altro che il pretesto che i governi di tutto il mondo hanno adottato per tentare di mettere sotto controllo il nuovo strumento principe di diffusione delle informazioni. Internet: che è anonimo, che è democratico e incontrollabile, dove tutti possono avere la propria opinione e dove chiunque può verificare fatti, dati, avvenimenti, smentire ricostruzioni mendaci e bugie elettorali.

Dopo l'affondo, Falkvinge stempera l'aggressività: il suo Partito Pirata, e non potrebbe essere altrimenti visto che concorre a cariche parlamentari, non è l'ultima organizzazione anarchica eversiva. È piuttosto "la nuova generazione delle associazioni per i diritti civili": una struttura orizzontale che tenta di rispondere alle esigenze nuove di chi è cittadino anche online, riportando sulla Rete tutti i diritti acquisiti e incontestati di cui già chiunque gode nei paesi occidentali quando si parla di "vita reale".
"I governi occidentali criticavano la Cina per la censura su Internet - incalza il leader svedese - Ora emulano il governo cinese, in silenzio: aumentano le intercettazioni, anche internazionali, e di pari passo aumenta la data retention: in Germania, la metà dei cittadini ha smesso di telefonare a psicologi e altri servizi di assistenza per il timore che il governo possa tenere traccia di queste chiamate". C'è bisogno di adottare subito delle contromisure - citate ovviamente cifratura, anonimizzazione di ogni tipo (concetti per altro già sostenuti in passato in Italia da altre associazioni) - ma ci sono anche altre iniziative che vanno intraprese per tentare di tener testa ad un sistema di controllo draconiano dei cittadini.
"I governi pensano - aggiunge ancora - che Internet sia un gioco da togliere ad un bambino quando è stato cattivo: non credono che Internet sia una cosa reale, tangibile". Al web vengono applicate regole diverse e, per certi versi secondo Falkvinge, incomprensibili: la posta è inviolabile se spedita con busta e francobollo, ma facilmente intercettata quando è composta di bit. Le biblioteche pubbliche prestano titoli coperti dal diritto d'autore a titolo gratuito da 150 anni: lo stesso deve poter avvenire, per uso privato, anche online. Gli intermediari non sono responsabili di quanto trasportano: dall'epoca dell'Impero Romano "ambasciator non porta pena", e questo deve rimanere valido offline (dove corrieri e uffici postali non sono responsabili di quanto viene spedito) quanto online.
Il Partito Pirata, a partire da oggi con le prime sedute del nuovo Parlamento Europeo, cercherà di portare all'attenzione dell'agenda politica queste problematiche: punibilità per violazione del copyright solo se fatto per scopi commerciali (equivalente, secondo Falkvinge, alla legalizzazione del file sharing per i privati); limite di cinque anni alla durata del diritto d'autore; riconoscimento del diritto di remix, mashup e riutilizzo creativo dei contenuti; riconoscimento della paternità delle opere, per evitare il plagio. Infine, la rivisitazione del principio dell'equo compenso e contrasto alla cosiddetta broadband tax: chi verrebbe compensato per il traffico generato online, scherza Falkvinge, i detentori dei diritti sulla musica e i film, o i produttori di materiale pornografico che da tempo producono introiti in Rete?
L'intervento di Falkvinge si chiude con una risposta diplomatica al guru del software libero Richard Stallman, che aveva contestato l'ipotesi di una limitazione a cinque anni del diritto d'autore temendo che pezzi di codice libero potessero finire all'interno di software proprietario. Falkvinge liquida l'ipotesi di un archivio di stato del codice sorgente, e pone l'accento sul discorso competitività: "Se un software closed source ha bisogno di integrare pezzi di free software vecchio di cinque anni, superando in questo modo il suo omologo libero, ci sarebbe comunque un problema". E poi, da politico d'esperienza, ringrazia Stallman e lo invita a continuare nel suo lavoro che tanta importanza riveste per la comunità.

Fonte: Punto Informatico

Creare tracker usando Google App Engine

Ormai la situazione di Pirate Bay è sempre più grave ed è sempre più difficile reperire Torrent almeno che non si usi il DHT.

Ma c’è la possibilità di usare alcuni tracker di backup e c’è poi Google App engine, grazie ad esso ognuno può configurare un suo proprio tracker.
Infatti, spesso i gestori dei siti BitTorrent dicono a loro difesa che non fanno altro che quello che fa Google ossia fornire i Torrent a chi li ricerca.
Ma vediamo come ci illustra Torrent Freak in che modo, oltre per trovare Torrent usare il re dei motori di ricerca. Infatti, spesso oltre ai Torrent è necessario un tracker per localizzare i peer importanti.
A tal fine è utile Google App Engine che permette di creare un motore di ricerca Torrent usando i server di Google.
In tal modo tutti possono avere un tracker senza spendere un soldo in hardware o banda.
L’unico problema che rimarrebbe è quello di rendere il tracker compatibile con Google App Engine, ma questo lo rende possibile un software appena rilasciato atrack.
Il software Atrack viene rilasciato in pubblico dominio, e un tracker di prova è installato e funzionante su Google App Engine.
Inoltre come dicono gli sviluppatori di atrack viene tenuta in grande considerazione la privacy e nulla viene memorizzato in modo permanente da nessuna parte, nemmeno hash e IP o porte.

USA: richiesti per pirati di pre-realise 5 anni di carcere e 250.000 dollari

Quattro persone facenti capo al gruppo Rabid Neuroses (RNS) sono stati incriminati per aver cospirato commettendo violazione del copy-right rilasciando album e musica in pre-realise.

Se, riconosciuti colpevoli potrebbero essere condannati a cinque anni di carcere ed a 250.000 dollari di multa ed a tre anni di libertà vigilata.
Abbiamo detto più volte che gli uploader di pre-realise scatenano la più dura reazione da parte dei proprietari dei contenuti.
A capo del gruppo c’era Adil R. Cassim di 29 anni, chiamato Kali e in base alle indagini, il team avrebbe sempre agito dal 1999 al 2007 rilasciando pre-realise.
Come abbiamo detto più volte c’è però bisogno, per avere a disposizione copie prima del loro rilascio ufficiale, della complicità degli addetti ai lavori, quali i dipendenti degli impianti di produzione di compact-disc, delle stazioni radio, e di commercianti, che in genere ricevono copie anticipo della musica prima del suo lancio commerciale.
Poiché inoltre c’è concorrenza fra i vari gruppi pirata che rilasciano pre-realise, RNS ha indicato chiaramente come sue le copie che distribuiva in rete.
Il dipartimento di giustizia non ha indicato un numero chiaro di copie messe illegalmente in condivisione ma ha parlato di migliaia, fra le quali opere di Jay-Z, Eminem e Fall out Boy.
In base poi sempre al dipartimento di Giustizia ognuno svolgeva nel gruppo vari compiti, chi si procurava le copie, chi pensava al ripping, chi al server ecc.
Altre due persone poi sarebbero coinvolte uno si è già riconosciuto colpevole e l’altro andrà in giudizio i primi di dicembre.
Considerazione personale come al solito non ci si capisce nulla con le multe e le richieste di risarcimenti, qui abbiamo migliaia di copie rilasciate in pre-realise e gli eventuali colpevoli sono stati condannati a 250.000 dollari, Jammie Thomas per aver condiviso 24 brani e nessuna pre-realise a 1,92 milioni di dollari.
A parte indubbiamente il carcere, per i risarcimenti convengono più i processi penali che quelli civili.

Fonte: P2P Forum

giovedì 10 settembre 2009

Trackerface is Back















Dalle nuove fonti che giungono dal creatore di trackerface,
sembra che il nuovo sito tracker autogestito abbia avuto una svolta,
dopo un lungo periodo d'assenza torna online il nuovo "autotracker" così chiamato dal creatore del sito che commenta: "A primo impatto può risultare un tracker strano che non può avere un futuro...ma fino al momento della chiusura aveva dato buon esito." commenta infine che il nuovo sito si presenterà con delle novità inserite all'interno, come il collegamento ad alcune home page dei più grandi tracker famosi a livello nazionale ed altre novità che daranno all'autotracker una spinta in più
.....sarà veramente una svoltà?

Ancora non è stata fissata alcuna data di relase ma siamo anziosi di vedere il nuovo autotracker di nuovo nel mondo del P2P...........

lunedì 24 agosto 2009

Scarica The Pirate Bay


Ormai è questione di giorni e Pirate Bay non esisterà più, un’era è tristemente finita dopo Napster, dopo Oink, ora Pirate Bay.Ma un anonimo uploader ha compilato un enorme backup di tutti i Torrent del sito che sono circa 873,671, infatti, non tutti gli oltre 2 milioni di Torrent sono hostati nel sito. Ne è venuto fuori un torrent di oltre 21,3 gigabyte di dati che tutti volendo possono scaricare.Molto probabilmente l’uploader ha fatto il backup perché pensa che dopo la vendita i Torrent possano misteriosamente scomparire ma sono in realtà atti nostalgici, quando le major arrivano agli amministratori di un sito questi, nella storia del P2P hanno sempre dovuto cedere, ma ricordiamoci il discorso della testa dell’idra e quindi è morto il re, viva il prossimo nuovo re e perché no, una volta tanto una regina. ArticoloFonte TorrentFreak

Silent Hill 5: Homecoming

« I am a soldier... I protect people! »

La famiglia Shepherd non è mai stata un esempio di felicità e unione. Specie dopo alcuni avvenimenti che hanno stravolto la cittadina Shepherd's Glen, e costretto i pochi abitanti rimasti ad aiutarsi l'un l'altro. Alex si è reso conto che il fratello minore è scomparso, e con lui il padre, che alla fine neanche considerava Alex come un figlio. Il coraggio di un ragazzo che affronta le tenebre di Silent Hill per salvare il piccolo Joshua da una morte certa, in contrasto con la sua insicurezza nei confronti della sua famiglia, che sembra non volerlo più. Non ci metterà molto a capire che Silent Hill, con i suoi pericoli e le sue creture, simboleggia molto spesso l'anima di chi la percorre.

Discussioni di Silent Hill Homecoming nel Forum

Date di Pubblicazione


PlayStation 3

Xbox 360

PC

Crediti

Sviluppo
Konami - Double Helix

Produttore Esecutivo
Jeremy Lee

Produttori
Michael Willette
Kristian Davila

Sceneggiatura
Patrick J. Doody e Chris Valenziano

Direzione
Cordy Rierson

Direzione Artistica
Matt Olson

Capo Programmazione
Kevin Christensen

Programmazione Ambientazioni
Daniel Jacobs
Brian Smith
Nick Parde

Programmazione Personaggi
Will Harper
Mayan Escalante

Concept Artist
Adam Richards

Motion Capture
House of Moves

Fisica e Animazioni
Havok Engine

Attori Motion e Voci
Alex _ Richard Dorton e Brian Bloom
Joshua _ Dalton O'Dell
Elle _ Llana Barron
Wheeler e Adepti Ordine _ Fitz Houston
Giudice e Madre di Alex _ Elizabeth Lambert
Padre di Alex e Curtis - Al Bandiero
Sindaco Bartlett e Dottor Fitch - David Alan Graf

Produzione Musica
ZRO Limit Productions

Suono e Canzoni
Akira Yamaoka

Testi Canzoni
Akira Yamaoka e Joe Romersa

Ringraziamento speciale
Da: Double Helix
A: la nostra famiglia, i nostri amici, e te!